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Forme di Tutela previste per la maggiore età

 

COSA ACCADE QUANDO UN RAGAZZO DISABILE DIVENTA MAGGIORENNE

Notevoli semplificazioni introdotte con l’approvazione della Legge 114 del 11 agosto 2014

Prima dell’11 agosto 2014 un minore titolare di indennità di accompagnamento per una grave disabilità, anche se stabilizzata e ingravescente, doveva, al compimento dei 18 anni, sottostare ad una nuova valutazione dell’invalidità altrimenti veniva revocata l’indennità e non veniva concessa la pensione che gli spetterebbe come maggiorenne.

Con l’approvazione della Legge 114 – in particolare l’art. 25 “Semplificazione per i soggetti con invalidità” -però, per fortuna, qualcosa è cambiato. L’art. 25 comma 5 sancisce, infatti, che “ai minori già titolari di indennità di frequenza, che abbiano provveduto a presentare la domanda in via amministrativa entro i sei mesi antecedenti il compimento della maggiore età, sono riconosciute in via provvisoria, al compimento del diciottesimo anno di età, le prestazioni erogabili agli invalidi maggiorenni. Rimane fermo, al raggiungimento della maggiore età, l’accertamento delle condizioni sanitarie e degli altri requisiti previsti dalla normativa di settore”.

L’art. 25 comma 6 sancisce, inoltre, che “ai minori titolari dell’indennità di accompagnamento per invalidi civili di cui alla legge 11 febbraio 1980, n. 18, ovvero dell’indennità di accompagnamento per ciechi civili di cui alla legge 28 marzo 1968, n. 406, e alla legge 27 maggio 1970, n. 382, ovvero dell’indennità di comunicazione di cui all’art. 4 della legge 21 novembre 1988, n. 508, nonché ai soggetti riconosciuti dalle Commissioni mediche, individuate dall’art. 20, comma 1, del decreto-legge 1 luglio 2009, n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, affetti dalle patologie di cui all’art. 42-ter, comma 1, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, sono attribuite al compimento della maggiore età le prestazioni economiche erogabili agli invalidi maggiorenni, senza ulteriori accertamenti sanitari, ferma restando la sussistenza degli altri requisiti previsti dalla normativa di settore”. Al raggiungimento della maggiore età, dunque, è prevista la sola necessità dell’accertamento dei requisiti socio-reddituali (modello AP70) per attribuire il diritto alle prestazioni economiche erogabili agli invalidi maggiorenni, quindi senza ulteriori accertamenti sanitari.

Al di là della semplificazione nel riconoscimento delle indennità al disabile una volta diventato maggiorenne, esistono alcune difficoltà che il genitore deve sempre affrontare per poter continuare a tutelare l’interesse del proprio figlio. Se infatti, finché il figlio è minorenne, il genitore ne è tutore e può quindi assisterlo o sostituirlo, in caso di incapacità totale, nell’esecuzione dei propri interessi e di atti amministrativi ordinari o straordinari (es. compravendita di un immobile), al compimento della maggiore età questo “automatismo” decade. Per la legge italiana, infatti, ogni cittadino maggiorenne è considerato capace di agire, ovvero capace di compiere atti giuridici validi; per poter agire in nome e per conto del proprio disabile il genitore, o altro tutore, dovranno richiedere una sentenza del Tribunale che dovrà sancire l’interdizione o l’inabilitazione dell’adulto portatore di handicap all’esercizio dei propri diritti civili. Nel primo caso il tutore diviene il rappresentante legale dell’interdetto esattamente come se quest’ultimo fosse minorenne, nel secondo caso l’inabilitato può compiere tutti gli atti di ordinaria amministrazione da solo, mentre deve essere affiancato dal curatore per gli atti di straordinaria amministrazione e necessita sempre per questi ultimi, della autorizzazione del giudice tutelare.

PER APPROFONDIRE:
Testo completo Legge 11 agosto 2014, n. 116

Disabili maggiorenni: decadono i benefici?

Disabile maggiorenne: accumulo accompagnamento e pensione di invalidità?

Bibliografia :  Testo tratto dal sito www.disabili.com

Nota : Nell’articolo riportato manca la figura dell’Amministratore di Sostegno che di fatto la forma è quella più impiegata. Per ulteriori informazioni riportiamo il testo della Legge n.6/2004.  sito http://www.amministratoridisostegno.com.

Legge n. 6/2004

  • A chi è rivolta la nuova legge istitutiva dell’Amministratore di Sostegno

A tutte le persone che per effetto di una menomazione sia fisica che psichica si trovano nell’impossibilità di provvedere, anche in via temporanea, ai propri interessi (anziani, disabili fisici o psichici, alcolisti, tossicodipendenti, malati) e che non hanno la piena autonomia nella vita quotidiana.

  • Finalità della legge

Tutelare, con la minore limitazione possibile della capacità di agire, le persone prive in tutto o in parte di autonomia nell’espletamento delle funzioni della vita quotidiana mediante interventi di sostegno temporaneo o permanente in grado di andare incontro alle loro esigenza, anche aiutandole ad affrontare problemi concreti (come acquistare, vendere, affittare un appartamento o investire somme di denaro).

Per questa ragione il ricorso per la nomina dell’amministrazione di sostegno deve specificare l’atto o le tipologie di atti per il quale è richiesta l’assistenza.

  • Chi può fare la richiesta (ricorso)

Il ricorso può essere presentato direttamente al Giudice Tutelare, in alcuni casi anche senza avvocato, da:

  1. beneficiario (persona interessata), anche se incapace;
  2. familiari entro il 4° grado: genitori, figli, fratelli o sorelle,nonni, zii, prozii, nipoti, cugini;
  3. gli affini entro il 2° grado: cognati, suoceri, generi, nuore;
  4. il Pubblico Ministero;
  5. il Tutore o Curatore.
  • Chi deve fare la richiesta (ricorso)

I responsabili dei servizi sanitari e sociali direttamente impegnati nella cura e nell’assistenza della persona, venuti a conoscenza di fatti tali da rendere opportuna l’apertura del procedimento di ammininistrazione di sostegno, sono obbligati ad proporre il ricorso al Giudice Tutelare.

  • Quando fare la richiesta (ricorso)

Per chiedere la nomina di un amministratore non è sufficiente che la persona sia incapace: occorre che vi sia pure un interesse attuale e concreto al compimento di atti per i quali è necessario l’amministratore di Sostegno e che l’interessato non potrebbe compiere da solo.

  • A chi fare opposizione al ricorso

Alla Corte d’Appello a norma dell’art. 739 cpc; contro il decreto della Corte d’Appello alla Cassazione.

  • A chi rivolgersi

Per informazioni direttamente al Tribunale di competenza o allo Sportello ADS presente presso i vari Tribunali, attraverso la posta elettronica.

  • A chi indirizzare la richiesta (ricorso)

Il ricorso deve essere presentato al Giudice Tutelare (esempio del ricorso si ritira presso il Tribunale stesso o può essere scaricato dal sito) del luogo ove vive abitualmente la persona interessata (se ricoverata permanentemente presso una residenza per anziani o altra struttura è competente il Giudice del luogo di ricovero).

Il ricovero temporaneo (es. per riabilitazione) invece non influisce sul luogo ove presentare la domanda, che resterà determinato in base alla residenza).

  • Durata dell’incarico

La durata dell’incarico di Amministratore di Sostegno può essere a carattere:

  1. temporaneo,
  2. indeterminato,

vedi art. 405 comma 5 n. 2 del Codice Civile.

Il decreto emesso del Giudice decide la durata dell’incarico e i poteri attribuiti all’Amministratore di Sostegno. Detto decreto viene annotato nei registri di stato civile del comune di residenza e di nascita del beneficiato a margine del suo atto di nascita. Il decreto che dispone l’Amministrazione di Sostegno e delimita i poteri dell’ADS può sempre essere modificato per esigenze che si manifestino nel corso della vita del soggetto interessato.

L’amministratore di sostegno, dopo la nomina, presta il giuramento di svolgere il proprio incarico con fedeltà e diligenza e da quel momento può iniziare a svolgere la sua funzione. L’amministrazione di sostegno può sempre essere revocata qualora ne vengano meno i presupposti che la hanno necessitata o se essa si riveli non idonea a realizzare la tutela del beneficiario.

  • Poteri dell’amministratore e limiti del beneficiario

I poteri dell’amministratore di sostegno, vengono plasmati dal decreto di nomina (emesso dal Giudice Tutelare) nel quale vengono definiti gli atti specifici che l’amministratore può compiere in nome e per conto del beneficiario e gli atti che possono essere compiuti in assistenza. Il giudice con la sua decisione deve proteggere la persona, i suoi bisogni e rispettare le sue richieste nei limiti della tutela della persona stessa. A seguito dell’istituzione della misura di protezione, il beneficiario conserva in ogni caso una sfera di capacità, con riguardo a due categorie di atti: – gli atti necessari a soddisfare le esigenze della propria vita quotidiana (art. 409 c.c.) – gli atti per i quali la sua capacità non ha subito limitazioni.

  • Cosa contiene il decreto di nomina

Il decreto di nomina dell’amministratore di sostegno deve contenere:

  1. Le generalità della persona beneficiaria e dell’Amministratore di sostegno,
  2. La durata dell’incarico che può essere anche a tempo indeterminato,
  3. L’oggetto dell’incarico e degli atti che l’Amministratore di sostegno ha il potere di compiere in nome e per conto del beneficiario,
  4. Gli atti che il beneficiario può compiere solo con l’assistenza dell’amministratore di sostegno,
  5. I limiti, anche periodici, delle spese che l’Amministratore di sostegno può sostenere con l’utilizzo delle somme di cui il beneficiario ha o può avere la disponibilità,
  6. La periodicità con cui l’Amministratore di sostegno deve riferire al giudice circa l’attività svolta e le condizioni di vita personale e sociale del beneficiario.

Testo tratto dal sito http://www.amministratoridisostegno.com.

luglio 6th, 2016|News|Commenti disabilitati su Forme di Tutela previste per la maggiore età

Legge sul “dopo di noi”

Riconoscendo la necessità di vivere “a casa” e non in “struttura”, la legge sul dopo di noi approvata oggi promuove un processo concreto di deistituzionalizzazione aprendo una nuova prospettiva esistenziale per le persone con disabilità e per i loro familiari. Un esperto spiega le novità e le sfide della nuova legge. Una utilissima guida

Un questione di vita, da qualsiasi punto di vista la si osservi…

Riconoscendo la necessità di vivere “a casa” e non in “struttura”, La Legge sul dopo di NOI da poco approvata (qui l’intervista alla relatrice on. Carnevali)promuove un processo concreto di deistituzionalizzazione aprendo una nuova prospettiva esistenziale per le persone con disabilità e per i loro familiari.

Per le persone con disabilità essa promuove una concreta opportunità di vita a casa, in appartamento, convivendo in due tre quattro persone; e soprattutto aumenta le possibilità di scelta tra risposte e proposte di vita differenti in relazione a dove vivere e con chi vivere.

“Vita Indipendente e Inclusione nella società

Gli stati riconoscono il diritto di tutte le persone con disabilità a vivere nella società con la stessa libertà di scelta delle altre persone e adottano tutte le misure efficaci ed adeguate ….”

Art .19 Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità

In questo senso essa sostiene concretamente e facilita l’attuazione del diritto alla vita indipendente sancito dalla convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità intesa come libertà di scelta di dove e con chi vivere, favorendo una concreta opportunità per l’affermazione e l’esercizio della propria autodeterminazione.

Ed è importante, imprescindibile, anche sul piano giuridico, cogliere e sottolineare le implicazioni sul piano esistenziale aperte oggi dalla norma e dalla nuova prospettiva del Dopo di NOI, per le persone e per genitori e familiari.

Perché vivere a casa propria può favorire una relazione più compiuta e nuova tra la persona ed il suo contesto di vita. Vivere e convivere a casa aiuta ad essere e sentirsi “padroni di casa”, residenti, inquilini, superando il “confinamento” nel ruolo di ospite ed utente fisiologicamente imposto dall’artificio organizzativo necessario alle strutture di medie e grandi dimensioni.

Strutture oggi sempre più imbrigliate da un approccio di sostegno alla persona ancora e progressivamente sempre più “prestazionale”. Valutato e valutabile, secondo i criteri imposti dalla normativa vigente, esclusivamente in termini di appropriatezza mediante l’oggettivazione dei processi di cura e presa in carico secondo parametri di conformità a norme pre-codificate.

La vita a casa apre una nuova prospettiva di sostegno perché assume e presuppone la necessità di comprendere quanto la dimensione dell’abitare, del contesto di vita, del luogo di vita e delle modalità con cui essa si svolge, possano incidere sull’identità di cittadino e sulla possibilità di dare un senso compiuto alla propria vita.

In questa prospettiva perdono completamente senso le istanze di oggettivazione dei processi di presa in carico e al contrario diventa oggettivamente interessante ed ineludibile la necessità di valutare gli esiti dei percorsi di vita delle persone in termini di qualità della vita e di benessere e inclusione sociale.

Per i genitori e per i familiari La legge sul dopo di NOI è altrettanto importante perché consente loro di confrontarsi più serenamente con il percorso di vita dei figli. Apre una prospettiva d’azione concreta e progettuale che può aiutare a superare l’angoscia del pensiero di quando loro non ce la faranno più o non ci saranno più . La legge fornisce importanti strumenti per sostenere i genitori e i familiari insieme ai figli, a progettare la possibilità di “metter su casa”, verrebbe da dire in termini giuridici “su base di uguaglianza con gli altri cittadini” e in termini più colloquiali “come accade nella vita di ognuno di noi”. Il dettato della norma propone alle istituzioni ed alle diverse realtà associative e di impresa sociale oggi attive sul tema, uno spazio davvero interessante di ripensamento delle strategie di intervento a sostegno delle persone con disabilità e dei loro familiari oggi centrate sull’offerta di servizi pre-codificati e standardizzati: lo spazio del progetto di vita, l’opportunità di un passaggio evolutivo dei sistemi di sostegno per la disabilità, dalla centralità del servizio alla centralità del progetto di vita.

All’interno di questa cornice anche gli strumenti che essa individua possono essere letti a sostegno di una nuova prospettiva esistenziale.

  • Polizze Assicurative : La possibilità, prevista dalla legge, di defiscalizzare dei risparmi attraverso appositi strumenti assicurativi a sostegno dei progetti di vita dei figli con disabilità introduce e riconosce anch’essa un principio di buon senso ancora una volte esistenziale. Essendo un dato oggettivo ed ampiamente riscontrato che le persone con disabilità fanno molta più fatica a trovare lavoro della generalità delle altre persone, appare logico agevolare le famiglie ad accantonare quote di risparmio in funzione dei bisogni di vita a cui andranno in contro i figli quando i genitori non saranno più in grado di assisterli o non ci saranno più.
  • Trust e Vincolo di Destinazione : Allo stesso modo gli strumenti del trust e del vincolo di destinazione dei beni patrimoniali costituiscono misure importanti per aiutare le persone e le famiglie a disporre con maggior sicurezza e nel rispetto della legge, gli affidamenti dei beni a beneficio dei figli con disabilità e delle persone o degli enti che ne supportano il progetto di vita.

Il merito principale della legge dal punto di vista esistenziale è quello di sostenere le persone e le famiglie a cambiare prospettiva : dall’attesa e dalla ricerca di un posto, di un servizio residenziale per le persone con disabilità, all’attivarsi per la realizzazione di un progetto di vita che ri-configura il ruolo della persona come cittadino a tutti gli effetti, utilizzando la casa e la dimensione dell’abitare come fulcro di un rapporto inclusivo più compiuto con la comunità in cui si vive. Delineando in tal senso le coordinate per un percorso di emancipazione dai genitori per tutte le persone con disabilità da disegnare quando ancora i genitori sono in vita.

Anche per le politiche la legge segna un punto di svolta in quanto ne ri-abilita una funzione di sostegno progettuale e di intervento di supporto sussidiario ponendo le istituzioni ed il composito mondo associativo e del terzo settore in posizione di sostegno alle possibilità progettuali delle persone e delle famiglie.

Si tratta, per i motivi sopra indicati, di una legge concepita per fornire una prima inquadratura normativa delle risposte necessarie per fronteggiare il problema di cui si occupa. Una norma quindi che fornisce, come si dice in musica, un’architettura innovativa e importante su cui provare a comporre un nuovo genere musicale; concepita seguendo alcune tracce che già nel corso degli ultimi 20 anni hanno dato “vita” a composizioni inedite, decisamente ancora poco conosciute ma che già stanno dando un tono nuovo a moltissimi percorsi di vita delle persone.

Quali obiettivi per l’attuazione concreta della Legge?

Ed è proprio da questa sottolineatura sul tipo di vita che la legge promuove che oggi occorrerà impegnarsi per costruirne il percorso attuativo valorizzandone il senso e la concezione originari.

Conoscere le esperienze in essere di Dopo di Noi è stato importante per concepire la norma riconoscendo la funzione di innovazione da esse svolte. Da qui in avanti tuttavia, per delinearne ulteriormente il percorso applicativo, sarà ancor più importante, soprattutto per le Regioni e gli enti locali, analizzare le caratteristiche delle realtà già operanti per concepire un piano attuativo e di infrastrutturazione sociale che ne sostenga i principali punti di forza e ne corregga gli elementi di fragilità.

Servirà, concretamente, un dialogo ancora più fitto, articolato e partecipato con le diverse realtà già oggi attive, per dare gambe alla legge. Servirà una piattaforma conoscitiva rispetto ai punti di forza ed alle criticità delle esperienze già attive per fissare, sul piano attuativo, alcuni elementi fondamentali:

  • che i requisiti individuati per vivere a casa non trasformino la casa in una struttura di servizio standardizzabile;
  • che i fondi a sostegno del dopo di noi costituiscano una dote per l’avvio ed il consolidamento di esperienze innovative e che siano supportate da misure di finanziamento come quelle che sostengono i servizi attraverso voucher affidati direttamente alle persone e/o al suo amministratore di sostegno;
  • individuare degli indicatori di sostenibilità esistenziale per valutare gli esiti dei progetti in termini di qualità di vita, di benessere e di inclusione sociale;
  • individuare e fissare dei livelli di sostenibilità economica di lungo periodo per ciascun progetto
  • individuare misure specifiche di sostegno e di finanziamento per la compartecipazione pubblico privato ;
  • configurare la struttura portante del sostegno per il dopo di noi come una cerniera ed un legame che tiene insieme le relazioni necessarie a supportare la vita indipendente delle persone adulte all’interno del contesto in cui esse vivono. Una sorta di collegamento tra la dimensione dell’abitare, della partecipazione sociale e del coinvolgimento attivo, occupazionale, lavorativo, sociale o socio-sanitario della persona. Prevenendo una configurazione prettamente prestazionale identificabile nell’assistenza indiretta al domicilio o peggio ancora nella struttura di micro comunità di accoglienza;
  • Definire le modalità di integrazione con l’attuale rete dei servizi diurni e residenziali;
  • Definire i meccanismi normativi e regolamentari per inserire tali iniziative di sostegno all’interno della cornice istituzionale di risposte ai bisogni dei cittadini.

Si tratta di elementi fondamentali che oggi non possono essere decisi a tavolino dall’alto, dall’ente pubblico unilateralmente. Ma che l’ente pubblico ha l’obbligo di accogliere ed esplorare in virtù del varo della legge per favorirne l’applicabilità in coerenza con il mandato e con lo spirito per cui essa è stata concepita.

Si tratta in ultima analisi di una sfida sul terreno dell’innovazione sociale e dell’impresa socialeche si giocherà molto sulla capacità di cambiare atteggiamento e disposizione ad agire delle persone con disabilità, dei loro familiari, delle istituzioni e in particolar modo del mondo dell’impresa sociale (associazioni, cooperative, fondazioni …).

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Una sfida su cui ci auguriamo che, insieme alla tensione esistenziale dei diversi portatori di interesse coinvolti, possa rimanere alta l’attenzione anche di VITA, già protagonista nella fase di concepimento della norma. Una questione di Vita Indipendente per le persone con disabilità, una questione di innovazione sociale per le istituzioni la comunità e l’impresa sociale. Un tema caldo a tutti gli effetti su cui VITA continuerà, ci auguriamo ad investire in termini di attenzione, approfondimento e ricerca.

Marco Bollaniè Direttore COME NOI Cooperativa Sociale Anffas, Tecnico Fiduciario Anffas Referente Dopo di NOI e Vita Indipendente e Consigliere Regionale Federsolidarietà Confcooperative Lombardia

Bibliografia:
Testo tratto dal sito “http://www.vita.it/it/article/2016/06/14/che-vita-sara-con-la-nuova-legge-sul-dopo-di-noi/139781/”

giugno 17th, 2016|News|Commenti disabilitati su Legge sul “dopo di noi”

5 X 1000 – Una firma che non costa ma che conta!

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Una firma che non costa ma che conta, il 5 x 1000 non costa nulla al contribuente.
Trasformare la tua dichiarazione dei redditi in unagrande azione concreta di aiuto ad A.Gen.D.A. è facilissimo: basta apporre nell’apposito spazio sul modello 730, Modello Unico o CUD la propria firma riportando il codice fiscale indicato nel titolo.
Perchè dovresti darci il tuo aiuto?
A.Gen.D.A. è iscritta al Registro del Volontariato Prov. di Biella dal 2003 come sezione Socioassistenziale ONLUS di diritto. In questi anni A.Gen.D.A. ha lavorato molto per diffondere un messaggio forte e preciso al fine di far conoscere le capacità ed il valore delle persone con disabilità ed il loro diritto alla piena integrazione nella società.
Grazie al volontariato dei suoi soci ha organizzato convegni che hanno coinvolto vari aspetti dell’handicap (riabilitativo,legislativo, scolastico), ha svolto azione di sensibilizzazione e coinvolgimento presso le istituzioni pubbliche, supporta i genitori tramite l’apertura settimanale di uno sportello.
Attività in corso:
“Divertiamoci in acqua”
Corso a cui partecipano bambini e genitori per stimolare l’interazione e la nascita di dinamiche di gruppo. La piscina è l’ambienteideale per il controllo del corpo.
“Autonomia possibile”
Percorso di formazione per il sostegno dell’autonomia di adolescenti con disabilità che ha l’obbiettivo di migliorare le capacità all’orientamento, nell’utilizzo dei mezzi pubblici, nell’uso del denaro e nella fruizione delle opportunità che il territorio offre per avere una vita il più possibile autonoma “Autonomia abitativa” per verificare l’autonomia acquisita dai giovani che hanno iniziato da tempo il percorso precedente. I ragazzi sperimentano tutte le problematiche relative alla vita indipendente analizzando le risorse disponibili, facendo la spesa, preparandosi i pasti, riordinando l’appartamento e gestendo il tempo libero e la convivenza.
“Agenzia del tempo libero”
È il naturale sbocco del percorso di “Autonomia possibile” dove i ragazzi possono aspirare ad un percorso più adulto come una cena in pizzeria, un incontro al cinema, a teatro, ad un concerto.
“Il laboratorio delle emozioni”
I nostri ragazzi hanno difficoltà a confrontarsi con i propri coetanei, a dare corpo alle proprie emozioni in modo adeguato. Il laboratorio delle emozioni offre l’opportunità di crescere e di scoprire sé e l’altro. È uno spazio dove i ragazzi possono manifestare le proprie emozioni, riflettere, confrontarsi e raccontarsi in un contesto protetto; dove il pensiero di ciascuno diventa un elemento di ricchezza per tutti.
Il tuo aiuto ci serve per portare avanti queste attività e iniziarne altre già in progetto come “I laboratori occupazionali” o il “Sostegno alla genitorialità“.
DACCI IL TUO CONTRIBUTO CHE NON TI COSTA NULLA!
giugno 15th, 2016|News|Commenti disabilitati su 5 X 1000 – Una firma che non costa ma che conta!

Gli Aquiloni (poesia)

I figli sono come aquiloni,

passi la vita a cercare di farli alzare da terra.
Corri e corri con loro
fino a restare tutti e due senza fiato…
Come gli aquiloni essi finiscono a terra…
e tu rappezzi e conforti, aggiusti e insegni.
Li vedi sollevarsi nel vento e li rassicuri che prest
o impareranno a volare.
Infine sono in aria:
gli ci vuole più spago e tu continui a darne.
E a ogni metro di corda che sfugge dalla tua mano
il cuore ti si riempie di gioia e
FIFA Crediti
di tristezza insieme.
Giorno dopo giorno
l’aquilone si allontana sempre di più
e tu senti che non passerà molto tempo
prima che quella bella creatura
spezzi il filo che vi unisce e si innalzi,
come é giusto che si sia, e libera e sola.
Allora soltanto saprai
di avere assolto il tuo compito.
Erma Bombeck
giugno 15th, 2016|News|Commenti disabilitati su Gli Aquiloni (poesia)